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Approfondimenti legali

Pensione di reversibilità

 

Natura

Alla morte del pensionato, su richiesta degli interessati, viene erogata ai familiari una prestazione economica detta pensione di reversibilità; tale trattamento si definisce diretto nel caso in cui il dante causa era già titolare di pensione (pensione di reversibilità diretta). Laddove il decesso colpisca un lavoratore non pensionato, perché ad esempio ancora in servizio) il trattamento previdenziale viene definito pensione indiretta.

 

Tipologie 

Diretta: la pensione di reversibilità di pensionato si dice diretta nel caso in cui il dante causa era già titolare di pensione;

Indiretta: nel caso in cui il dante causa non era già titolare di pensione ma possedeva i requisiti di legge per il diritto alla pensione di vecchiaia o di inabilità.

 

Beneficiari 

Il coniuge

Il coniuge separato, purché il dante causa risulti iscritto all’Ente prima della sentenza di separazione; se il coniuge è separato con addebito, solo in caso di titolarità di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto;

il coniuge divorziato, se titolare di assegno di divorzio e non ha contratto nuovo matrimonio, purché il dante causa risulti iscritto all’ente prima della sentenza di divorzio.

Nel caso in cui il coniuge deceduto abbia contratto nuovo matrimonio, la percentuale di ripartizione dell’unica quota di reversibilità tra il coniuge superstite ed il coniuge divorziato è stabilita, su istanza delle parti interessate, dall’autorità giudiziaria. In caso di morte di uno dei due coniugi titolari della pensione di reversibilità, al coniuge sopravvissuto viene attribuita la quota intera (su istanza della parte che a questo punto dovrà depositare apposita “domanda di accrescimento della pensione”).

 I figli (legittimi, legittimati, adottivi, naturali, legalmente riconosciuti)

Minori di 18 anni

Studenti di scuola media superiore di età compresa tra i 18 e i 21 anni, a carico del genitore deceduto e che non svolgono attività lavorativa;

studenti universitari per tutta la durata del corso legale di laurea e, comunque, non oltre i 26 anni, a carico del genitore deceduto e che non svolgono attività lavorativa;

inabili di qualunque età a carico del genitore deceduto.

I nipoti che la Corte Costituzionale ha equiparato ai figli legittimi includendoli tra i destinatari della pensione di reversibilità, purché di età inferiore ai 18 anni

I genitori (in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti)

Con almeno 65 anni di età

Che non siano titolari di pensione diretta o indiretta

Che siano a carico del dante causa al momento del decesso

I fratelli celibi e le sorelle nubili (in mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori) non titolari di pensione che alla data della morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo

Inabili al lavoro

A carico del lavoratore defunto.

 

Procedura per ottenere la prestazione

È indispensabile presentare la domanda di pensione agli Uffici centrali o periferici dell’INPS, sia direttamente dopo essersi muniti di PIN dispositivo, attraverso il sito oppure tramite patronato.

Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:

  • certificato di morte (autocertificazione)
  • certificato di matrimonio (autocertificazione)
  • stato di famiglia alla data del decesso dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio (autocertificazione)
  • dichiarazione per detrazioni d’imposta
  • dichiarazione reddituale
  • modalità di pagamento

inoltre

  • nel caso di reversibilità indiretta di assicurato, dichiarazione del datore di lavoro relativamente all’attività lavorativa del dante causa negli ultimi due anni
  • nei casi dei coniugi legalmente separato o divorziato, copia della sentenza di separazione o di divorzio. Laddove esista anche un coniuge superstite, il coniuge divorziato deve rivolgersi all’autorità giudiziaria per la determinazione della percentuale di ripartizione dell’importo di pensione
  • nel caso di figli studenti, certificato di frequenza scolastica o universitaria
  • nel caso di figli maggiorenni studenti o inabili di qualsiasi età, di nipoti, genitori o fratelli celibi o sorelle nubili, dichiarazione reddituale per la verifica della condizione “a carico”

Di seguito i modelli reperibili sul sito INPS, sezione “Modulistica”.

 

Decorrenza 

La pensione di reversibilità decorre dal mese successivo alla data del decesso del pensionato o dell’assicurato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda di pensione.

 

Quote di pensione spettanti ai superstiti

Coniuge e figli Percentuale
Coniuge senza figli 60%
Coniuge con un figlio 80%
Coniuge con due o più figli 100%

 

Figli senza coniuge Percentuale
1 figlio 70%
2 figli 80%
3 o più figli 100%

 

Genitori Percentuale
1 genitore 15%
Entrambi i genitori 30%

 

Fratelli celibi e sorelle nubili Percentuale
1 fratello/sorella 15%
2 fratelli/sorelle 30%
Per ogni fratello o sorella in più 15% fino al 100%

 

Modifiche

Riduzione dell’assegno 

La pensione di reversibilità è soggetta a riduzione in presenza di redditi del beneficiario, ad esclusione ei casi in cui il nucleo familiare comprende i figli di minore età, studenti o inabili.

 

Reddito Percentuale di riduzione

Reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti

(13 volte importo in vigore dal 1°gennaio)

25%
Reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (13 volte importo in vigore dal 1°gennaio) 40%
Reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (13 volte importo in vigore dal 1°gennaio) 50%

 

Cause di cessazione della prestazione 

– In caso di nuove nozze, il coniuge perde il diritto alla pensione di reversibilità e allo stesso viene liquidata, una tantum, una somma pari a 26 volte l’importo della pensione percepita alla data del nuovo matrimonio;

– dopo il compimento del diciottesimo anno di età l’assegno di pensione ai superstiti non è automatico come per i figli minori, ma viene erogato quando si possiedono determinati requisiti anche legati al reddito.

Di seguito i casi in cui il trattamento viene erogato ai figli dopo il diciottesimo anno di età:

Se i figli sono studenti e frequentano scuola secondaria di secondo grado: qualora, quindi, lo studente non si diplomi a 18 anni avendo perso uno o più anni scolastici, l’assegno viene erogato fino a 21 anni, età a cui si interromperà se il ragazzo non prosegue i suoi studi iscrivendosi ad un corso universitario.

Se i figli sono studenti universitari agli studenti universitari la pensione ai superstiti spetta per tutta la durata legale dei corsi di studi frequentati e comunque non oltre il compimento dei 26 anni di età.

Per chi iscrivendosi all’Università a 19 anni e laureandosi, in corso, a 24, decide di proseguire gli studi con corsi di specializzazione o perfezionamento, il pagamento della pensione prosegue fino al compimento dei 26 anni di età.

Se si tratta di studente universitario fuori corso, ma ha meno di 26 anni, la pensione non spetta lo stesso.

 

Cause di sospensione della prestazione 

Per la fruibilità della reversibilità i figli:

– non devono svolgere alcuna attività lavorativa;

– devono essere a carico del genitore lavoratore o pensionato (quindi devono avere un reddito personale inferiore agli 8.490 euro l’anno);

– il decesso del genitore deve essere avvenuto nel periodo di iscrizione del figlio al corso di studi. Se il decesso è avvenuto in un periodo in cui il figlio non era iscritto all’Università non potrà essere corrisposta nessuna prestazione.

La prestazione viene sospesa nel momento che il figlio perda uno dei requisiti indicati. Se si rimuove la causa ostativa all’erogazione la prestazione viene erogata di nuovo: è il caso del figlio che per un anno interrompe gli studi per lavorare e non per questo perde il diritto alla pensione che tornerà ad essere erogata nel momento che rispenderà i corsi universitari.

Per il riconoscimento della pensione in favore del superstite che abbia superato il 18° anno di età, l’Inps deve accertare che il percorso di studio frequentato sia  riconducibile a quelli previsti dalla norma e, pertanto, alla luce delle riforme in materia, sia ricompreso nel secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione costituito dal sistema dell’istruzione secondaria superiore e dal sistema dell’istruzione e formazione professionale ovvero ricompreso nel sistema universitario (Università, AFAM, ITS).

Quindi, con riferimento all’anno scolastico o accademico d’interesse, sono necessarie informazioni relativamente alla denominazione e alla durata del corso, al titolo di studio rilasciato a completamento dello stesso nonché alla natura giuridica dell’istituto presso il quale il superstite è iscritto (statale/paritario/non paritario, Centro di formazione professionale, etc.).

Tutte le indicazioni sui percorsi d’istruzione che consentono di riconoscere la pensione ai figli superstiti sono contenute nel messaggio Inps n. 4413 del 7 novembre 2017.

Cause che determinano modificazione della prestazione 

La cessazione della contitolarità di uno o più soggetti determina la riliquidazione della prestazione nei confronti dei restanti beneficiari, calcolando la pensione dalla decorrenza originaria con gli incrementi perequativi e di legge intervenuti nel tempo, in base alle aliquote di pertinenza dei restanti contitolari. In caso di cessazione della contitolarità, il reddito da prendere in considerazione, sia ai fini del diritto al trattamento minimo che ai fini della riduzione per incumulabilità prevista dalla legge 335/1995, dev’essere quello percepito nell’anno in corso (messaggio INPS 3714/2010).

 

Pensione privilegiata

 

Natura

Ove il lavoratore abbia contratto l’invalidità nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente viene attribuito un trattamento previdenziale denominato privilegiato in quanto slegato sia dal possesso di una determinata età anagrafica sia dal possesso del requisito assicurativo e contributivo. 

A tal fine è necessario accertare che l’infermità o le lesioni derivino da fatti accaduti in servizio o per cause inerenti al servizio medesimo (come, ad esempio, l’ambiente e le condizioni di lavoro) mediante una “causa di servizio”.

La causa di servizio può essere riconosciuta anche se i fatti di servizio abbiano concorso con altri fattori o circostanze nel far insorgere infermità o lesioni; in tal caso i fatti di servizio medesimi devono risultare determinanti.

 

Termine di presentazione della domanda 

La domanda volta ad ottenere la pensione privilegiata – nel caso in cui l’infermità letale/invalidità non sia stata già riconosciuta dipendente da causa di servizio – va presentata entro cinque anni dalla data della cessazione dal servizio, elevati a dieci per invalidità derivanti da “parkinsonismo” o da malattie ad eziopatogenesi non definita o idiopatica. 

Per ottenere il beneficio economico della pensione privilegiata sin dalla data di cessazione dal servizio, la relativa domanda deve essere presentata entro due anni dalla cessazione stessa. 

Qualora la domanda sia presentata oltre il termine di due anni, il pagamento della pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda stessa, rimanendo prescritti i ratei precedentemente maturati.

 La Corte Costituzionale con sentenza n. 323/2008 del 9.7.2008 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 169 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 nella parte in cui non prevede che (allorché la malattia, avente la caratteristica di patologia “a lunga latenza”, insorga dopo i cinque o dieci anni dalla cessazione dal servizio) il termine quinquennale di decadenza per l’inoltro della domanda di riconoscimento della “dipendenza” ai fini della pensione privilegiata decorra dal momento in cui la malattia stessa si è manifestata. Detta pronuncia produce effetti, in particolare, per coloro che risultano affetti da patologie provocate dall’esposizione all’amianto caratterizzate da un lungo intervallo di tempo tra la “esposizione” e la comparsa della malattia.

 

Istruttoria

L’accertamento per il riconoscimento della dipendenza dal servizio avviene: 

d’ufficio in caso di

∙ decesso del militare avvenuto in attività di servizio e per causa violenta nell’adempimento degli obblighi istituzionali (art. 184, comma 4, D.P.R. n. 1092/73 e art. 3, comma 2, D.P.R. n. 461/01); 

∙ cessazione dal servizio per riforma a causa di infermità/lesioni riconosciute dipendenti da causa di servizio (art. 167, comma 1, D.P.R. n. 1092/73) o per infermità contratte nell’esporsi, per obbligo di servizio, a cause morbigene (art. 3, comma 1, D.P.R. n. 461/01); 

a domanda

∙ del militare cessato dal servizio quando questi ritenga che le infermità sofferte siano da ricondursi a fatti di servizio (quindi è importante che le vedove verifichino che sia stato dato impulso, o meno, al procedimento di riconoscimento della dipendenza del servizio); 

∙ del coniuge superstite quando questi ritenga che l’infermità causa di morte del proprio congiunto sia da ricondursi a fatti di servizio; i fatti di servizio debbono costituire la causa unica, diretta ed immediata dell’infermità, lesione o morte ovvero rivestire un ruolo concausale efficiente e determinante

L’Amministrazione competente alla gestione del trattamento pensionistico (PREVIMIL e/o INPS) dispone gli accertamenti sanitari, inviando la relativa documentazione presso la Commissione Medica Ospedaliera territorialmente competente (per luogo di residenza dell’interessato) che in veste di organo medico legale esprime il giudizio sanitario sull’entità delle menomazioni dell’integrità fisica o sulle cause della morte ed esprime, nel processo verbale, un giudizio sull’ascrivibilità a categoria di pensione e sull’idoneità al servizio. L’Amministrazione, ricevuto il processo verbale dalla Commissione Medica Ospedaliera, invia al Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, una relazione volta ad ottenere il parere sulla dipendenza da causa di servizio. Il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio si pronuncia con parere motivato sulla dipendenza da causa di servizio dell’infermità o della morte. 

Il procedimento si conclude, quindi, con un decreto dell’Amministrazione di appartenenza da notificarsi o comunicarsi all’interessato, ai fini dell’eventuale impugnativa in sede giurisdizionale.

 

Rimedi amministrativi e giurisdizionali

Il provvedimento negativo può essere oggetto di impugnativa in sede giurisdizionale da proporsi innanzi secondo le modalità indicate nel provvedimento stesso con l’assistenza di un legale.